On. Cirielli (AN): “I campani possono essere generosi, ma anche ingovernabili”

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Oggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell’economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l’art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a “misura di cittadino”? 

 

Ai tempi di Montesquieu il potere finanziario non era certo contemplato nei poteri dello Stato; mentre invece, adesso, con lo Stato liberale, c’è uno squilibrio potente fra questo e la finanza. Certo è che il denaro non persegue l’interesse nazionale ed ha il potere di corrompere la politica, in particolar modo in Italia, dove la politica stessa è debole e c’è un’identità nazionale piuttosto carente. Questo è un problema che investe l’intero mondo occidentale e va affrontato politicamente riscoprendo i valori dell’identità e quelli comunitari: Patria, fede, famiglia, comunità nazionale. Questo è il migliore antidoto contro il potere tecnocratico e finanziario, vero fattore di rischio verso una globalizzazione incontrollata.

 

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?

 

Il fatto che un leader politico ritenga di avere legami così forti con una struttura non nazionale ma internazionalista, che è nata per perseguire un certo tipo di profitto, la dice lunga sull’ipocrisia delle critiche sul conflitto di interessi che ha investito Berlusconi. Tuttavia ci solleva pensare che questo governo e questo Presidente del Consiglio stiano per diventare solo un brutto sogno e – a breve – solo un brutto ricordo per gli italiani.

 

Il Suo lavoro parlamentare riguardo la delega al Governo per l’adozione di uno statuto partecipativo delle imprese finalizzato alla partecipazione dei lavoratori alla gestione ed ai risultati dell’impresa ricorda un po’ il decreto sulla socializzazione della RSI. Cosa ci può dire a riguardo?

 

A dire il vero il decreto sulla socializzazione delle imprese è stato espressamente citato e questa idea di collaborazione partecipativa non nacque nella RSI ma iniziò in Lombardia ben prima dell’inizio della guerra ed è stata ripresa anche dall’attuale Costituzione, perché nel dopoguerra si erano create nel Nord realtà che funzionavano bene e tale modello è stato ripreso poi anche in Germania, dove tuttora è in funzione. Chiaramente non si vuole fare nostalgia, ma di fronte alla sfida della globalizzazione è bene tener presente che ci può essere un diverso modello organizzativo tra lavoratore e impresa, che spinge alla creazione di una “comunità di destino”, capace di costituire, fra l’altro, anche un modo per rafforzare le aziende. Naturalmente questa spinta partecipativa deve essere volontaria, poiché tutti si devono assumere le responsabilità di decisioni condivise, che possono portare a guadagni quanto a perdite. Lo Stato però deve garantire incentivi fiscali per tali modelli organizzativi.

 

La vicenda dei rifiuti in Campania ha scosso in modo molto pesante l’intera classe politica campana: da cosa bisognerebbe partire per rimettere in sesto la situazione napoletana in particolare e campana in generale?

 

È evidente che il centro sinistra con Bassolino ed i DS hanno creato un potere che mortifica la società ed ha decretato il suo fallimento politico ed il generale imbarbarimento. Da cosa sarebbe necessario ripartire? In primo luogo dalle dimissioni di Bassolino, insieme a tutta la sua clientela a livello regionale, provinciale e comunale. L’Udeur era certamente un componente importante di questo sistema, ma non il più importante; basti osservare la classifica dei manager della sanità, in cui 18 sono stati nominati dal PD e 4 dall’Udeur, e questo solo per parlare di questo settore. In Campania tutti sanno che la sanità è appannaggio della – ex – Margherita, che Bassolino ed i DS si occupano dei fondi europei e delle attività produttive, l’Udeur dell’ambiente, e Rifondazione Comunista della formazione professionale, che è forse il settore più in crisi e dove si riscontrano i maggiori fenomeni di clientelismo ed assistenzialismo. In secondo luogo è necessario che in tutto il Sud, ed in Campania in particolare, si torni alle urne con un sistema in cui non sia previsto il voto di preferenza, affinché si possa verificare una bonifica della politica; spero che questa operazione possa essere fatta da un governo di centro destra, soprattutto negli enti locali.

 

In che misura va ascritta la responsabilità della situazione dei rifiuti nella città di Napoli alla popolazione ed alla mentalità locale?

 

La popolazione campana ha un grande pregio, che è quello della generosità; ha però anche un grande difetto, poiché quando si accorge della disonestà di chi governa, non si fa prendere in giro e diventa ingovernabile. Va ricordato che in Campania si paga la tassa sui rifiuti più alta d’Italia e vi è uno dei maggiori tassi di discariche aperte o chiuse in media per abitante. Il fallimento della situazione è stato tutto politico, non della popolazione. La classe politica del centro sinistra ha fallito facendo precipitare la credibilità del sistema, creando così un cocktail micidiale. I rifiuti non sono stati smaltiti non a causa della mancata applicazione della raccolta differenziata, poiché in alcuni comuni essa supera il 60% – come nel salernitano – ma per colpa di molti sindaci che non l’hanno istituita. Si è creata questa situazione poiché Bassolino non voleva i termovalorizzatori per accontentare le frange estremiste dei Verdi e di Rifondazione Comunista, tema su cui hanno impostato la campagna elettorale, e per il fatto che allo stesso Bassolino ha fatto comodo gestire i miliardi a disposizione per la situazione emergenziale.

 

Cosa ne pensa delle dimissioni di Mastella: pensa che siano collegate alla sua minaccia di far cadere il governo?

 

Credo che le dimissioni di Mastella siano motivata da dignità politica, dato che lo stesso arresto della moglie è apparso abnorme giudiziariamente. Oltre a questo si aspettava sicuramente un comportamento diverso dagli alleati del centro sinistra, che ha beneficiato dell’Udeur e dei suoi modi e, posso assicurare, che al Sud il PD si comporta esattamente come ora si accusa l’Udeur; Mastella si è quindi sentito accusato da parte di chi non può certo venire a fargli la morale. A tutto questo va aggiunto anche il discorso del referendum, che vede la minaccia di spazzare via un partito come quello dell’Udeur. Ora questa vicenda non va eccessivamente personalizzata, tuttavia ora Mastella si è svegliato e ha registrato definitivamente l’incompatibilità con il centro sinistra. Lo critico per avere, nonostante tutto, contribuito a creare questa sgangherata compagine di governo ed essersene accorto solo adesso.

 

 

Jacopo Barbarito

On. Cirielli (AN): “I campani possono essere generosi, ma anche ingovernabili”ultima modifica: 2008-02-17T09:25:26+00:00da jacopobarbarito
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