On. Mussolini (AS): “Dallo Stato Sociale all’Europa Nazione”

adb4748470738dda675f2f8c558f7459.jpgOggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell’economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l’art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a “misura di cittadino”?

 

La risposta è evidentemente negativa. Sono troppi i fattori – economici e sociali – che i cittadini subiscono a favore della tecnocrazia e del potere finanziario. Ciò si è acuito con l’evoluzione che l’Unione europea ha avuto, che ha inteso rincorrere il modello americano in tema di gestione delle risorse economico-finanziario a favore delle lobby e non del popolo. Si è persa sovranità, identità e giustizia sociale, e non solo in Italia.

 

 

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?

 

In ogni scelta. Vede, abbiamo sotto gli occhi il caso Alitalia. La compagnia di bandiera si poteva salvare attuando una politica industriale seria che prescindesse dalle logiche seguite dai grandi advisor finanziari, tutti riferibili alle grandi banche d’affari americane (Goldman Sachs è una, ad essa dobbiamo aggiungere, solo per fare alcuni esempi, Leheman Brothers, Rothschild e altre). E sempre per restare nel settore trasportistico Trenitalia rischia tra qualche hanno di fare la stessa fine. Perché? Per il semplice fatto che nella nostra Nazione si è voluti passare dalla logica del servizio per il popolo a quella del profitto di pochi senza avere alle spalle una robusta tradizione capace di conciliare gli obiettivi dello sviluppo dell’uomo, della remunerazione del capitale e della difesa dell’integrità dello Stato. Solo il fascismo riuscì in questo, e per questo fu fatto cadere.

 

Un parere personale sull’influenza nella politica di smantellamento dello Stato nazionale (partecipazioni statali, assistenza sociale) dovuta all’incontro che ebbe luogo nel 1992 sul panfilo “Britannia” fra personaggi come Draghi, Andreatta, Soros, Barucci, il governatore della Banca d’Inghilterra, rappresentanti delle maggiori banche d’affari ed altri importanti esponenti del mondo finanziario al largo di Civitavecchia.

 

Ho in pratica risposto in precedenza. Di fronte al chiaro segnale di dominazione che la finanza internazionale ha voluto mandare all’Italia, anche attraverso l’incontro che ha ricordato, non vi è stata una ribellione dei veri servitori dello Stato né del capitalismo italiano. Si sono fatti calcoli di convenienza economica particolare che hanno contribuito ad affossare la Nazione. D’altra parte queste considerazioni non possono essere smentite: a parlare chiaro è la storia recente del disastro sociale ed economico che tutti vedono.

 

 

Come giudica, dopo quasi sei mesi dalla nascita, l’attività del movimento dell’On. Storace, La Destra? Crede che la creazione di questo movimento sia stata una mossa ipocrita? O piuttosto pensa che sia stata funzionale ai disegni di Fini, convinto sostenitore dell’entrata di AN nel PPE?

 

Ho già detto, e ribadisco, che si è trattata di una scelta opportunistica priva di valore politico. Non si tratta di ipocrisia ma di mero calcolo, che peraltro alla luce della possibile riforma elettorale si rivelerà errato. Fini non c’entra in questa operazione, semmai altri.

 

Qual è la posizione Sua personale e del Suo partito rispetto alla neonato Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi? Ci sono possibilità che Azione Sociale confluisca in questa formazione?

 

Al momento il progetto è talmente in embrione che non sono in grado di esprimere un giudizio serio. Dai giorni più aspri della crisi del centro destra sino a queste ore ho numerosi colloqui e incontri non solo con Berlusconi ma anche con Fini e Casini, che ancora non mi hanno persuaso circa la reale volontà di rompere la coalizione. Indubbiamente la nascita a sinistra del Partito Democratico ha sviluppato in tutti la volontà di accelerare quei necessari processi di cambiamento anche a destra e, probabilmente, quanto è avvenuto era inevitabile. Non vedo soluzioni immediate per il futuro assetto del centro destra ma sono ottimista poiché tutti i leader hanno ben chiaro il fatto che gli elettori ci chiedono unità e coesione. Parlando di casa mia, al momento Azione Sociale continua una saggia politica di pontiere tra i maggiori partiti, consapevole del valore del proprio patrimonio ideale, ormai riconosciuto essenziale nell’ambito di tutto il centro destra.

 

La situazione di degrado in alcuni quartieri della capitale sta raggiungendo punte spaventose: su quali fronti sarebbe necessario agire con tempestività?

 

Mentre le rispondo leggo le agenzie di stampa nelle quali proprio oggi Papa Benedetto XVI ha espresso le parole di condanna più pesanti ma più vere verso la Giunta Veltroni. Il disastro è totale. Per ripartire occorre agire su sicurezza, casa e giustizia sociale. Roma è ora una vetrina personale di un solo uomo: deve tornare di tutti i romani.

 

Ritiene che il Parlamento europeo, per come attualmente è strutturato, sia realisticamente utile ed incisivo per il bene della nazione o che costituisca un’istituzione dispersiva, dedita alla tutela di svariati “poteri forti”, come molti asseriscono?

 

Ora come ora il Parlamento europeo serve solo a riempire le tasche delle banche e della pletora dei suoi funzionari e a svuotare quelle dei cittadini europei. O si va verso una Europa nazione, con reali poteri politici e militari, o è meglio lasciar perdere.

 

Jacopo Barbarito

 

Intervista pubblicata sul quotidiano “Rinascita” del 15 gennaio 2008 

On. Mussolini (AS): “Dallo Stato Sociale all’Europa Nazione”ultima modifica: 2008-01-16T08:59:23+00:00da jacopobarbarito
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