On. Santolini (UDC): “Il 5% come sbarramento vede tutti concordi”

 

55580da8453a0877b3b39cfb459e3f84.jpgOggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell’economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l’art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a “misura di cittadino”?

 

No, sarebbe infatti necessario che la finanza ed il denaro non fossero le pietre di paragone in uno Stato che si deve occupare anche dei deboli e degli emarginati. Ci troviamo però in un’economia di mercato in cui è ovvio che bisogna guardare anche a queste cose, ma bisogna ottemperare le esigenze dello sviluppo e del progresso a quelle sopra menzionate. Serve uno stato collettivista, che distribuisca le risorse e si curi di tutti, ma attualmente l’alta finanza la fa da padrone; e questo non va bene.

 

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?

 

Credo che tutti i capi di governo o uomini politici importanti,  che hanno in mano le sorti di un paese, abbiano per forza rapporti con multinazionali, personaggi finanziari, ma il problema non è questo. Il problema sussiste quando vi sono rapporti di interesse personale e questo cambia completamente la prospettiva. Un premier deve avere come prospettiva il bene del paese che guida e avere sì rapporti con tutti ma interessi con nessuno. Infatti ci sono state tante polemiche con Berlusconi per la questione dei conflitti interesse proprio perchè l’idea di fondo è quella di governanti senza interessi personali ma solo pubblici.

 

Un parere personale sull’influenza nella politica di smantellamento dello Stato nazionale (partecipazioni statali, assistenza sociale) dovuta all’incontro che ebbe luogo nel 1992 sul panfilo “Britannia” fra personaggi come Draghi, Andreatta, Soros, Barucci, il governatore della Banca d’Inghilterra, rappresentanti delle maggiori banche d’affari ed altri importanti esponenti del mondo finanziario al largo di Civitavecchia.

 

Di per sé potrebbe essere stata una mossa giusta se vi fossero seguiti passi adeguati: lo “smantellamento” di uno Stato che fa tutto, che gestisce tutto, che organizza tutto e si trova a controllare se stesso perché non ha terzi controllori, quindi pervasivo e invasivo, è di per sé buona. L’idea che non ci sia uno stato sociale onnipresente ma soggetti che fanno le cose n sua vece, mentre questo vada ad applicare il principio di sussidiarietà è un bene. Ma in Italia non è scattato questo principio, per cui lo stato sociale si è un ritratto in minima parte ma i vari altri soggetti non sono entrati in scena. Questi pasticci provocano molti danni, così abbiamo assistito ad una famiglia che si è fatta da supplente alle carenze dello stato, che deve mettere in condizione gli altri soggetti di fare le sue veci. In questi anni è stata la famiglia a sussidiare lo Stato, mentre invece bisogna  arrivare a distribuire bene i ruoli ed i compiti e lo Stato si deve mettere al servizio dei cittadini e aiutarli, cosa che non è successa.

 

Riguardo la legge elettorale, crede che l’Italia abbia di nuovo bisogno di un sistema simile a quello della prima repubblica, dove la coalizione veniva formata dopo il risultato elettorale? Qual è, a Suo avviso, la soglia di sbarramento più adatta, che tuteli adeguatamente il voto dei cittadini e la giusta proporzione della rappresentanza in Parlamento?

 

La questione è complicata: io non considero adeguati i sistemi della prima repubblica in  senso stretto, tutti ricordano le brutte pagine della storia passata, che è meglio evitare. Il proporzionale alla tedesca, che il mio partito propone, non vuol dire tornare alla prima repubblica dato che ci sono meccanismi diversi, come il 50% con lista al partito o il 50% con l’uninominale. Dobbiamo creare forze omogenee perché lo spettacolo che oggi viene offerto dalla maggioranza, divisa su tutto, è tale in quanto i partiti vengono da prospettive e visioni diverse. Il proporzionale alla tedesca dice che ci si unisce su programmi condivisi e il cittadino ci dice se si merita fiducia. Il programma si fa certo prima delle elezioni, per garantire  la trasparenza verso gli elettori. Il gruppo di partiti che propone le stesse cose evidentemente si troverà a convergere. Come sbarramento è giusto un 5%, dato che trova tutti concordi.

 

Ci può dire qualcosa della Sua idea di famiglia e delle iniziative che ha intrapreso a sostegno della stessa e soprattutto dei bambini?

 

La mia idea di familia non è ideologica o confessionale nel senso che la famiglia che ho in mente è molto laica, ancorata nel suo quotidiano e nelle sue difficoltà. La mia famiglia che ho in mente non è un fatto privato, non la si costruisce come si vuole, perché questo processo ha grandi implicazioni sociali e va trattata come soggetto sociale al pari delle imprese, dei sindacati o dei consorzi. Tutte le realtà hanno risvolti sociali e non si capisce perché da noi si vede la famiglia come questione privata, quasi un “fai da te” che ognuno si fa in base a come si alza la mattina. La famiglia è un fatto pubblico, con obblighi sanciti di fronte alla legge e con diritti e doveri. Questa idea deve essere tutelata con leggi adeguate, non certo con leggi sui singoli soggetti: bisogna fare delle politiche per la famiglia in quanto tale tenendo conto dei carichi familiari. Facciamo un esmepio: l’ICI che  questo governo ha ritoccato non va a favore della famiglia, perchè se si abbassa l’ICI bisogna tener conto del numero delle persone presenti in una data superficie, perché cambia la qualità della vita dei singoli. Altro esempio: se si aumentano gli stipendi di 100 euro al pubblico impiego si sbaglia, e qui oltre al governo hanno sbagliato anche i sindacati e confindustria, in quanto manca giusta cultura, perché 100 euro non vanno elargiti a tutti ma in funzione dei carichi familiari: così invece abbiamo dato100 euro tanto per chi ha un figlio quanto per chi ne ha 3. Questi sono ragionamenti in termini laici, non certo dettati dal Vaticano. Perché non abbiamo questa mentalità? Lo chiedo a tutti. Per quanto riguarda i minori bisogna tutelarli riconoscendo la loro dignità e diritti, spesso dimenticati, il primo è il diritto alla famiglia: guai dire che al figlio ci pensano le istituzioni! Queste devono dare aiuto alle famiglie ma non sostituirsi ad esse.

 

 Intervista realizzata da Jacopo Barbarito

Pubblicata sul quotidiano “Rinascita” del 4 gennaio 2008 

On. Santolini (UDC): “Il 5% come sbarramento vede tutti concordi”ultima modifica: 2008-01-09T08:53:09+00:00da jacopobarbarito
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