On. Rossi (FI): “Sono stati i piccoli a fare grande l’Italia”

6b3ebb65a4019ad2276b7b786242cc61.jpg Oggi la grande finanza ha il monopolio in diversi settori della vita civile e dell’economia: ci troviamo in un sistema dove quegli stessi attori (visto anche l’art. 105 di Maastricht) hanno subordinato i tre poteri di Montesquieu alla logica del denaro e del guadagno. Le sembra un sistema a “misura di cittadino”?

 
No, e in effetti questa storia dura da troppo tempo. Nella mia esperienza personale ho testimoniato, e ricevuto testimonianza, che è stato il “piccolo” a fare la ricchezza dell’Italia, avendo profuso il suo amore e la sua costanza per migliorare sé stesso ed i suoi prodotti, producendo una crescita complessiva economica e culturale. Il capitale ha invece approfittato di tutto questo; la differenza sostanziale tra il grande ed il piccolo sta nel fatto che il grande ha tratto beneficio dall’oppressione dei piccoli, che hanno prodotto molto nonostante le forti tasse, i grandi sacrifici ed i salari minimi. Gli oneri per chi lavora sono grandi, così come lo sono per i datori di lavoro, cosa acuita in Italia dai troppi sprechi e dalla poca meritocrazia. Io sono un forte sostenitore che il piccolo contribuisca al benessere e alla crescita economica e culturale di un Paese e di un sistema. Da noi, invece, i grandi si sono serviti della struttura senza apportarvi significativi miglioramenti e nonostante tutto dobbiamo chiederci chi è stata a produrre il benessere e la ricchezza.

 

Il premier Prodi, come tutti sanno, ha forti legami con la Goldman Sachs, così come lo stesso Draghi: questa comunanza di interessi in che modo può influenzare la politica di questi personaggi?

È evidente che Prodi è strutturato ad un sistema del grande capitale, un capitale che non è produttivo bensì assistito, in quanto si rafforza con il rapporto con le banche, che attualmente registrano utili enormi sulla pelle in primo luogo delle famiglie, che sono messe in ginocchio in primis dai mutui. Le famiglie sono le prime a subire i costi del sistema, che è già sofferente: c’è oggi una grande sproporzione tra profitti eccessivi e stipendi da fame. Prodi esprime ed è protagonista di questo sistema, così come alcuni dei suoi alleati che fino a ieri tuonavano contro altri conflitti e ora sono dalla sua parte. Solo uscendo dall’Italia ci si può accorgere di quel che accade veramente: con questo governo rischiamo di essere marginalizzati a livello politico e produttivo e di andare verso una povertà generalizzata. I risultati di questo governo sono sotto gli occhi di tutti, così come le falle di questo sistema, che non è competitivo e produttivo. Comunque non dobbiamo disperare: l’Italia ha risorse materiale e morali per risollevarci.

 

Un parere personale sull’influenza nella politica di smantellamento dello Stato nazionale (partecipazioni statali, assistenza sociale) dovuta all’incontro che ebbe luogo nel 1992 sul panfilo “Britannia” fra personaggi come Draghi, Andreatta, Soros, Barucci, il governatore della Banca d’Inghilterra, rappresentanti delle maggiori banche d’affari ed altri importanti esponenti del mondo finanziario al largo di Civitavecchia.

Tendenzialmente rispetto questi incontri ed i personaggi che li popolano; tuttavia queste persone fanno i loro interessi, anche a danno del Paese. Bisogna ricordarsi che nella vita il profitto è importante ma non è tutto: il sistema Paese va sempre e comunque tutelato. Ci deve essere sempre una risposta con alto senso civico perché abbiamo le risorse per crescere, anche se la burocrazia ed il funzionamento attuale logorano il sistema e la sua produttività.

 

Come vede il futuro del centro-destra: UDC e AN andranno ad unirsi o invece si riuscirà a ricostruire un soggetto simile alla ex CdL?

È necessario ricostruire un soggetto unico, che ora ha il nome di Partito delle Libertà, che è espressione della volontà della base, è aperto a tutti in un percorso che definirà le tappe ed i programmi. Il popolo di centro destra è unito e lo ha dimostrato ogni qual volta è stato chiamato a scendere in piazza, per questo motivo non capisco le resistenze di alcuni nostri alleati. Berlusconi ha fatto un grande servizio al Paese: sul ceppo di Forza Italia bisogna intraprendere un percorso senza preclusioni. Tutti nel centro destra devono accogliere la sfida per cambiare e per non far soffrire il Paese.

 

Oggi, sulla prima pagina dei principali quotidiani nazionali ed internazionali, si celebra il “sì” dell’ONU sulla moratoria della pena di morte e già diversi esponenti parlano di effettuare un’operazione analoga riguardo l’aborto, a favore del diritto alla vita: qual è la Sua posizione in merito?

Essendo cattolico la mia posizione è chiara, nonostante rispetti le altre sensibilità, che hanno però spesso illuso altre democrazie evolute, come nel caso di Olando, Svezia o Norvegia. Il nostro patrimonio cattolico è, a mio avviso, irrinunciabile e credo sia stato giusto, da parte della Chiesa, sollecitare forti prese di posizione, ricordandoci pur sempre che la società di oggi è complessa e variegata.

 

In cosa consiste la sua proposta di legge in favore degli atleti italiani vincitori di medaglia olimpica? E, sempre connesso con questo tema, crede che la chiropratica andrebbe finalmente riconosciuta come pratica scientificamente valida?

Come atleta e dirigente sportivo ho avuto grande attenzione alle esigenze della categoria, in quanto il mio percorso – come quello di tanti altri – è stato una costante crescita ed un confronto, caratterizzato da un forte volontariato, sportivo in questo caso. Ho voluto quindi far riconoscere lo stato delle atlete in maternità ed i vari provvedimenti sono volti a far comprendere la funzione sociale dello sport, anche per favorire chi ha portato in alto il nome dell’Italia, non ha guadagnato miliardi e magari alla fine è finito anche povero. Non si possono certo tollerare guadagni miliardi e consentire soglie di povertà. Per quanto riguarda la chiropratica deve dire che è una branca importante, di cui molti ne beneficiano, dato che la sua funzione verrebbe anche a colmare alcune lacune del sistema sanitario attuale, mediante l’apporto dei privati. Sono dunque favorevole ed auspico peraltro una sua accettazione e regolamentazione.

 

 

Jacopo Barbarito

 

 

On. Rossi (FI): “Sono stati i piccoli a fare grande l’Italia”ultima modifica: 2008-01-02T08:50:15+00:00da jacopobarbarito
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